Micron: la carenza di memorie peggiorerà nel 2027 e 2028
Il CEO di Micron prevede domanda sopra l'offerta per due anni e prezzi molto più alti: un problema per console e PC da gioco.
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Chi sperava che la crisi delle memorie si esaurisse in fretta dovrà aspettare parecchio. Durante la presentazione dei conti dell’anno fiscale 2026, Sanjay Mehrotra, CEO di Micron, uno dei tre grandi produttori mondiali di RAM, ha spiegato che nel 2027 e nel 2028 la domanda continuerà a superare l’offerta.
Le sue parole, riportate dal sito The Register e riprese dalle principali testate di settore, sono piuttosto nette: il mercato sarà ancora più teso rispetto al 2026 e, per ora, l’azienda non vede “una linea di visibilità” su quando domanda e offerta torneranno in equilibrio. Micron avrebbe già venduto la maggior parte della memoria che prevede di produrre il prossimo anno, e i clienti pagheranno prezzi “molto più alti” di quelli di quest’anno.
Perché succede
La causa principale è l’enorme richiesta dei data center per l’intelligenza artificiale, che assorbono grandi quantità di memoria grazie ad accordi di fornitura a lungo termine. Micron punta ad avviare nuovi stabilimenti nel 2028, con 25 miliardi di dollari di investimenti pianificati nella prima metà del nuovo anno fiscale, ma ha avvertito che anche quelle fabbriche non porteranno subito più disponibilità né prezzi più bassi.
Cosa cambia per chi gioca
Il riflesso sull’hardware da gioco è già visibile. Nel corso dell’anno Nintendo, Sony e Microsoft hanno ritoccato al rialzo i prezzi delle loro console; per Xbox si parla di aumenti tra 100 e 150 dollari. Valve ha dichiarato che l’obiettivo di prezzo originale di Steam Machine non era più sostenibile, e il dispositivo supera i mille dollari.
Xbox aveva già spiegato a giugno che il costo di memoria e archiviazione per le console era salito di oltre 2,5 volte, con un altro raddoppio atteso entro l’autunno 2027. Pure Xbox fa notare che questo scenario complica il lancio di Project Helix, la prossima generazione della casa di Redmond, e il discorso vale in egual misura per PS6.
Un contorno legale
Le tre aziende che producono quasi tutta la DRAM mondiale, Micron compresa, sono anche al centro di una class action negli Stati Uniti: l’accusa è di aver coordinato tagli alla produzione e prezzi, spostando risorse sulla memoria HBM per l’IA. Si tratta di accuse, non di fatti accertati.
In sintesi
- Domanda sopra l’offerta nel 2027 e nel 2028, secondo il CEO di Micron.
- Prezzi della memoria destinati a salire ancora rispetto al 2026.
- Nuovi stabilimenti attesi dal 2028, senza effetti immediati sui prezzi.
- Console e PC da gioco restano esposti a ulteriori rincari.
Il messaggio non è dei più piacevoli: chi ha in programma di comprare una console o un PC nuovo potrebbe voler valutare l’acquisto prima di quanto previsto. Voi quanto siete disposti a spendere per la prossima generazione?